Palazzo Carignano

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Siamo nel 1848, in una fredda mattina di marzo, il Re Carlo Alberto appare al balcone di Palazzo Carignano. Nella piazza una folla di nobili e borghesi con cilindri e pastrani aspetta composta e ancora incredula un evento che in molti attendevano da tempo, consapevoli di stare vivendo una pagina della Storia.

Carlo Alberto appartiene ad un ramo collaterale dei Savoia-Carignano, è inserito nella linea di successione perché né Vittorio Emanuele I né il fratello Carlo Felice hanno eredi maschi.

Carlo Alberto non ha una personalità forte. Durante l’infanzia e la prima adolescenza, è stato educato a Parigi dalla madre, nel clima di modernizzazione dell’Impero Napoleonico. Rientrato a Torino, verrà rieducato secondo i modelli dell’assolutismo settecentesco.

Questi due poli resteranno nel carattere di Carlo Alberto che oscillerà spesso tra posizioni opposte.

Il “Re che vuole e disvuole”, o il “Re tentenna”, lo rinominerà il popolo. Per molti, aristocratici e conservatori oppure rivoluzionari liberali e giacobini, un personaggio indecifrabile.

Nel 1921 parteciperà alla repressione dei moti liberali in Spagna. Nel 1833, quando viene scoperta una cospirazione legata a Giuseppe Mazzini, rafforza il regime poliziesco, e preme perchè i responsabili siano giudicati con estrema severità (26 persone saranno condannate a morte)

Ma oggi è qui a soccorrere le richieste dei liberali, inascoltate negli altri regni della penisola italiana.

Torniamo alla mattina del 4 marzo 1848. La folla  aspetta qualcosa che ha dell’incredibile. Si tratta della proclamazione ufficiale di un atto di concessione, inutilmente atteso anche a Napoli, a Firenze e a Roma ed in altre capitali, e ancora non ottenuto nonostante le lunghe lotte, i moti ed i sommovimenti di popolo, spesso repressi nel sangue dalle autorità monarchiche.

Ciò che verrà annunciato oggi è la proclamazione di uno Statuto, ovvero di un documento che ridefinirà le regole alla base del funzionamento dello Stato e che, per la prima volta limiterà il potere e l’arbitrio del potere monarchico ed i suoi rapporti con la base sociale.

Insomma, un atto fondamentale di modernizzazione dello Stato Sabaudo. una rivoluzione dall’alto, si potrebbe dire.

La Torino risorgimentale nasce qui.

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