Torino, com’è noto, ha visto nascere e svilupparsi molte delle grandi opere fondate dai cosiddetti “Santi sociali”, soprattutto nell’ottocento.

Da San Giovanni Bosco a San Giuseppe Cottolengo, da Santa Giulia di Barolo e Carlo Tancredi Faletti a San Giuseppe Cafasso.

Non tutti sanno però che i semi piantati allora, sia pure in un contesto molto diverso, che ha visto cambiamenti epocali, continuano a dare frutti ancora oggi, e che l’ispirazione che li ha generati è tuttora viva, e trova sbocchi in forme sempre diverse, ma anche con tante analogie, che vale la pena osservare e cercare di comprendere.

Il luogo dove ci troviamo, la Parrocchia dedicata a San Giuseppe Cafasso, è un luogo privilegiato per connettere i fili di tante storie, che messe insieme ci possono aiutare a capire la “Storia”, ma soprattutto, ci possono dare le coordinate  per muoverci ed agire in un presente difficile, che ci mette davanti, oggi come nell’ottocento e come negli anni dell’immediato dopoguerra,  a grandi sfide sociali ed esistenziali.


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