La Gran Madre di Dio

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Andiamo per un momento alla Torino del primo decennio del ‘800. L’11 settembre 1802, il Piemonte, conquistato dall’esercito di Napoleone, veniva annesso alla Francia.

Bisogna dire che i nuovi dominatori fecero di tutto per guadagnarsi le simpatie dei nobili torinesi, tanto che, in occasione di un passaggio di Napoleone a Torino, si organizzò una festa da ballo grandiosa alla quale furono invitate tutte le dame dell’alta società. da allora, si può dire che ogni giorno che passava, i torinesi diventavano «sempre più francesi».

Così, un po’ per la minaccia del sequestro dei beni e un po’ per il fascino che esercitano sempre i vincitori, i giovani aristocratici torinesi si convinsero in massa ad andare a combattere e soffrire nelle campagne napoleoniche, dalla Polonia alla Spagna, al seguito della Grande Armée francese. Addirittura, nel 1806 il principe Alberto verrà ammesso alla scuola militare di Fontainebleau.

Al termine di questo periodo, con la caduta di Napoleone e con i francesi in fuga, il Re Vittorio Emanuele I poté finalmente rientrare a Torino, dopo anni di esilio. Anche i giovani aristocratici torinesi, che si erano dati anima e corpo al regime di Napoleone, rientrarono a Torino.

Per loro cominciò un periodo di grande incertezza e preoccupazione;  si parlava di punizioni esemplari, specialmente per quelli che si erano più compromessi con il regime francese.

Si dice anche che uno dei propositi del Re fosse quello di distruggere il ponte fatto costruire da Napoleone e che oggi vediamo al fondo della piazza Vittorio Veneto.

Le cose andarono diversamente. La Chiesa, mediando tra l’ira del Re e le preoccupazioni dei nobili piemontesi, suggerì di realizzare un tempio e di offrirlo al Re, come segno di riconciliazione.

Le famiglie aristocratiche parteciparono volentieri alla spesa. Nacque così il tempio della Gran Madre.

Il luogo scelto per l’edificazione del tempio si trovava, significativamente, proprio nell’area dove terminava il ponte fatto costruire da Napoleone!

Si racconta che, in occasione dell’inaugurazione, il Re attraversasse il ponte napoleonico camminando su di un tappeto di petali di rosa. Il ponte, inutile dirlo, non venne più demolito.

La scritta sul frontone del tempio: “ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS”, ci ricorda quell’avvenimento.

Riguardo alla Gran Madre, si narrano innumerevoli storie e  qualche leggenda. Suggeriamo di farvene raccontare qualcuna da una guida esperta del luogo!

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Categories: Historical Churches

1 Comment

bellavita · Giugno 14, 2018 at 5:10 am

la Gran Madre fu costruita con criteri innovativi, quelli degli attuali edifici intelligenti, su una base di 40.000 pali sul terreno ghiaioso e infiltrato dal fiume. Due ampie canne dal terreno al tetto garantiscono fresco d’estate e lieve tepore d’inverno. Il nome di “gran Madre ” non fa parte dei norami attributi della Madonna, ma se mai di Iside (raffigurata di solito nera e con babino in braccio): uno scherzo dei colti massoni?

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