Peschiera “Il SULTANO”

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L’idea di aprire un ristorante di pesce l’hanno avuta le donne di casa, mia madre e mia sorella. Loro sono delle maghe
della cucina, il panino di pesce, ad esempio, è una loro invenzione.

L’anno scorso siamo tornati in Marocco per festeggiare il compleanno di mio nipote, Soen. Aveva subìto un trapianto
di fegato e non poteva muoversi, così abbiamo deciso di incontrarci tutti insieme a Rabat. Abbiamo mangiato con tutta
la famiglia vicino al mercato e ho assaggiato pesci di cui non ricordo nemmeno il nome. Poi ci siamo detti “Il pesce è
buono, potremmo aprire un ristorante nel nostro quartiere”.
Ordiniamo il pesce sempre fresco, tanto che a volte
siamo costretti a chiudere perché non ne abbiamo più.
La base del menù è il fritto misto, un piatto semplice e
che piace a tutti, servito con una deliziosa salsa di fagioli
bianchi.
Il tacos è Il piatto preferito dai clienti. Alcuni lo chiamano
kebab di pesce. L’impasto è fatto da noi e all’interno
l’ingrediente principale è il pesce fritto. Dopodiché
scegli le varie salse e verdure a seconda dei tuoi gusti.
Il tanjin di pangasio, il piatto che mi ricorda di più il
Marocco. La prima volta che me lo cucinò mia sorella,
ero sul terrazzo a guardare il mare. Si prende il letto
di pangasio e lo si arrotola attorno al tanjin. Condito
con peperoni, sale, olio e un pizzico di paprika.
Sardine ripiene. Due sardine aperte e senza lisca con
l’imbottitura in mezzo.
L’orata è il mio piatto preferito, al forno o alla piastra.
la storia
Torino è diventata la mia città. Il mio sogno è di renderla migliore, per il piccolo che riesco a fare. Vorrei che lo scambio
culturale avvenisse con rispetto, e credo che il cibo può giocare un ruolo fondamentale.
In Marocco non esistono i tram e quando in Via Cecchi vedevo il numero dieci passare tra la gente
restavo sempre a bocca aperta.
Io mi chiamo Jaouad, sono nato a Rabat, in Marocco, nel 1991, ma sono cresciuto a Torino, vicino via Cecchi. La nostra è
una famiglia numerosa, siamo in sei tra fratelli e sorelle. Dopo le prime dicoltà ci siamo integrati bene. Io avevo nove
anni quando sono arrivato e ho amato da subito questo quartiere. In Marocco non esistono i tram e quando in via Cecchi
vedevo il numero dieci passare tra la gente restavo sempre a bocca aperta.
È bello che ci siano tanti ristoranti nel quartiere, ognuno può andare dove si sente più a suo agio. Tra
tutti però mancava il pesce, e così è nato il Sultano.
Ora è poco più di un anno che siamo aperti. Alla gente i piatti sono piaciuti, ma si son lamentati perché non c’è abbastanza
spazio. Siamo felici, perché abbiamo dato una svolta in questo angolo e non ce l’aspettavamo. A breve, chissà, ci
trasferiremo in un posto più grande.

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Categories: Food&Culture

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