Le Cronache di Narni

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I nomi dei luoghi possono a volte farci sognare e ci possono ispirare facendoci viaggiare con la fantasia.

Clive Staples Lewis, autore delle Cronache di Narnia diceva di aver scoperto il nome “Narni”, che i romani chiavano Narnia, curiosando su un vecchio atlante, e che lo aveva sottolineato per le suggestioni che il nome gli ispirava.

Visitare Narni significa immergersi nella storia che quì ha lasciato segni e testimonianze notevoli, dall’epoca romana al medioevo.

Non si fa fa fatica a immaginare lo scrittore aggirarsi tra il castello che sovrasta la città e le rovine sparse che rimandano a storie vissute o immaginate.

Sono tante le corrispondenze che chi ha letto i racconti di Lewis ritrova visitando Narni. A cominciare dal castello che sovrasta la città. E poi il leone Aslan e la pietra dove Aslan muore e rinasce, immagine forse involontaria, della figura di Cristo.

Ritovamento durante uno scavo nel 1930

Nel cristianesimo, il leone di rappresenta Cristo, come nel libro dell’Apocalisse: “Non piangere; ecco, il leone della tribù di Giuda, la radice di Davide … “

La città fu fondata circa 1.000 anni prima di Cristo dal popolo osco-umbro dei Nequinum e fu conquistata dalla Repubblica romana nel IV secolo aC.

I romani la rinominarono Narnia, nome che deriva dall’odierno fiume Nera, chiamato un tempo Nahar.

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