Caffè Fiorio

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Sotto il Regno di Carlo Alberto, Torino conosce un periodo di trasformazione importante, a partire soprattutto dagli anni successivi al 1840.
Il Re inaugura una stagione di caute riforme e Torino si sviluppa. Cresce il numero degli abitanti, che passa da circa 80.000, durante il periodo del dominio di Napoleone, agli oltre 140.000 negli anni quaranta.
Si sviluppa una nuova classe di proprietari terrieri, funzionari pubblici, avvocati, mercanti, banchieri, piccoli industriali.
Torino si fa ricca e bella e questo si vede dalle case, dal lusso delle carrozze e dall’eleganza degli abiti.
Nasce la “Società del Ballo”, per incoraggiare la socializzazione tra nobili e ricchi borghesi, e la “Società del Whist”.
La creazione della “Società del Whist” fu un’iniziativa personale di Camillo di Cavour che nel 1841 fondò un club, diverso dai vecchi circoli di allora in Italia, simile invece a quelli che aveva trovato a Parigi ed a Londra, composto sia da appartenenti alla aristocrazia sia alla borghesia piemontese. E questo era già una grande novità per quegli anni.
Con loro Cavour intendeva passare le ore libere giocando al whist, o a scacchi, o in conversazione fra persone “di gentile educazione” come recita lo Statuto del 1847. E così, fino all’unione con l’Accademia Filarmonica, il Whist è rimasto un circolo fondamentalmente, ma non esclusivamente, aristocratico.
La prima sede fu presso il Caffè Fiorio.
I caffè ebbero una parte importante nella storia di Torino in quegli anni.
Questioni fondamentali per il Regno, riguardanti la politica interna e le strategie di politica internazionale, si discutevano anche nei caffè, in un ambiente rilassato ed esclusivo che possiamo facilmente immaginarci, sorseggiando una cioccolata calda al caffè Fiorio, ancora oggi aperto nella centrale via Po.

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