Baratti & Milano

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Il primo capitolo del celeberrimo locale torinese inizia in un’umile bottega in via Dora Grossa, quando nel 1858 i confettieri Ferdinando Baratti e Edoardo Milano aprirono la loro pasticceria. Non vi era molto spazio per nuove attività commerciali al tempo, poiché ogni bar o caffè viveva su una fedele clientela costruita negli anni e non vi erano, d’altra parte, che locali storici. L’abilità e la creatività, però, dei due pasticcieri spiccò subito e dopo qualche anno gli avventori erano così numerosi e di estrazione tale che si ritenne l’umile bottega inadeguata alle nuove prospettiva dell’attività.

Così nel 1874 il caffè Baratti e Milano si traferisce nella galleria Subalpina appena costruita e colpisce subito l’attenzione dei passanti, la grande eleganza del locale. Recita un articolo di quegli anni: “Lo sfarzo ed il buon gusto anche qui se la contendono e finiscono per accordarsi in un’armonia piena e di bell’effetto. Specchi di grande superficie – uno di questi, il maggiore forse che ci sia a Torino-, sculture di legno di noce artisticamente eseguite, dorature splendidissime”.

Gli avventori, del caffè, ora, provenivano dalla ricca borghesia, dall’alta ufficialità e dalle supersiti famiglie nobili. Un luogo elegante e raffinato, dove si resiparava un aristocratico gusto per il disimpegno e le chiacchiere da salotto. Con l’arrivo poi della Belle Epoque, a inizio novecento, divenne il simbolo dell’agiato ottimismo e della mondanità che abbracciava la città. Ad immortalare il divertessement del five ‘o clock torinese la celebre poesia di Gozzano:

“…Signore e signorine
le dita senza guanto
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!…”

Categories: Classic Food

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